Si può ancora parlare di cambiamento quando si nomina Obama?
È evidente che nemmeno il Nobel dato al Presidente degli Stati Uniti servirà a contenere tutte le pressanti richieste per le promesse ancora non mantenute.
Gente seria, preparata, non c’è dubbio, ma saranno davvero loro gli artefici del “Yes, we can”?
Dopo quasi un anno di mandato alla presidenza, i risultati concreti sul piano internazionale sono ancora limitati, anche se non irrilevanti; chissà se per esempio Obama manterrà la fatidica promessa “di pace” che fu centrale nella sua campagna elettorale: il ritiro graduale ma irreversibile delle truppe americane dall´Iraq.
Qualche dubbio ce l’hanno anche i democratici moderati. Nessuno contesta l’autorevolezza dei prescelti, ma, in una tempesta che ha ormai le caratteristiche di una crisi di sistema, tutti quelli che hanno partecipato si portano dietro qualche responsabilità.
Credo che grande peso abbiano avuto anche i media e la comunicazione multimediale. Obama è sicuramente il primo Presidente della storia degli Stati Uniti, e del mondo in generale, ad aver “sfruttato” in maniera totale i mezzi di comunicazione, e di essersi portato dietro tutti gli effetti sia positivi sia negativi che ne conseguono.
Ed infatti ora i media, grazie ai quali Obama aveva portato avanti tutta la sua campagna elettorale, ora non solo gli si rivoltano contro, ma lo definiscono addirittura “nemico mediatico numero uno”.
Non finisce qui: infatti, anche il più che autorevole Wall Street Journal è partito all’attacco del Presidente afroamericano. Il Wall Street Journal attribuisce, almeno in parte, i disastri di Wall Street e la crescente paura della popolazione americana colpita dalla crisi a quella che definisce ”la crescente convinzione che le iniziative del presidente Obama sono intese a cambiare radicalmente la nostra economia di mercato, e non solo a combattere la recessione e la crisi finanziaria’.
Forse ora gli Americani d’ora in poi cominceranno a dire “Yes, Obama can…maybe!”




Molto interessante e ben scritto! Ci vediamo al terrazzino…