Dal secondo Rapporto del Network per la non autosufficienza promosso dall’Irccs-Inrca emerge un paese caratterizzato da profonde differenze regionali sia per quanto riguarda la domanda di assistenza espressa dalla popolazione anziana sia per la disponibilità e le caratteristiche dei servizi offerti.
Il Rapporto evidenzia la necessaria integrazione delle politiche sociali con quelle socio-sanitarie assicurando processi di continuità assistenziale e presa in carico della persona non autosufficiente.
In particolare i temi che meritano maggiore attenzione, sono:
– l’elevato carico di cura sostenuto (in particolare al Sud) dalle famiglie e dagli aiuti esterni non istituzionali (badanti);
– il divario tra Nord e Sud nel godimento di indennità di accompagnamento con la conseguente esigenza di maggiori controlli;
– la costruzione di sistemi di servizi territoriali per anziani e disabili di tipo domiciliare e residenziale, integrati sotto il profilo assistenziale e delle reti urbane e sociali (volontariato);
– la predisposizione di fascicoli elettronici sanitari e socio-sanitari per ciascuna persona, utili ad accompagnarla nei complessi percorsi, anche riabilitativi, favorendo appropriatezza e “presa in carico”;
– il potenziamento delle strutture distrettuali in grado di governare le cure primarie, compresa la prevenzione e la promozione degli stili di vita per un invecchiamento sano.
Il Rapporto, che fa riferimento ai risultati dell’Indagine multiscopo dell’Istat condotta su oltre 25 mila over 65 nel 2008, ricorda come le regioni del Sud siano quelle con la maggiore prevalenza di anziani non autosufficienti: a fronte di un tasso nazionale pari a 18,7%, la percentuale stimata raggiunge il 26,1% in Sicilia, il 24,2% in Puglia e il 22,8% in Calabria. Al Nord, il fenomeno ha invece dimensioni più contenute e le province autonome di Trento e Bolzano, con il 12,9%, si aggiudicano il primato per il livello di autonomia della popolazione anziana.
Per quanto riguarda la spesa pubblica per l’assistenza alle persone non autosufficienti, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Lombardia sono le regioni dove la spesa per l’assistenza domiciliare integrata (Adi) incide maggiormente sui costi complessivi della sanità; queste regione sono però anche quelle dove i servizi sono in assoluto i migliori rispetto alle altre regioni d’Italia, soprattutto rispetto a quelle del sud.
Meno marcato lo squilibrio Nord-Sud per quanto riguarda la copertura del servizio di assistenza domiciliare (Sad), che nel 2006 è stato però assicurato solo all’1,8% degli anziani. Il servizio è stato garantito con maggior frequenza agli anziani della Valle d’Aosta (4,9%) e del Trentino Alto Adige (3,8%), ma anche ai siciliani (3,4%) e ai molisani (3,1%).
Questo è il rapporto : http://www.lavoro.gov.it/NR/rdonlyres/9B939247-1A95-468A-9A54-6E58BE0DD85C/0/RapportosullanonautosufficienzainItalia27072010.pdf



