Dentro ogni scemo c’è un villaggio. Così De Andrè spiegava come in ogni piccola realtà di paese, le persone che sono “diverse” da noi vengono trattate spesso come scemi del villaggio.
Ma chi è il folle? Si può considerare matta quella categoria di persone che ha atteggiamenti strani, stravaganti, assurdi, incomprensibili, irresponsabili e talvolta eccessivi?
Allora potrebbero considerarsi pazzi gli artisti, soprattutto quando, per la loro dose di stravaganza, si comportano da bastian contrari.
La follia dunque potrebbe cogliere chiunque, dal momento in cui siamo noi ad attribuirla.
Nella categoria dei matti ci sono diverse patologie diverse tra loro: depressione, paranoia, demenza ed autismo.
I matti di città erano e sono diversi, perché trattati diversamente. In genere vivono solitari, sono pressoché invisibili e quasi nessuno si permette di importunarli.
I matti di paese, invece, facevano e fanno parte integrante del paesaggio umano e urbano. Gli scemi villaggio erano soprattutto quelli che “allietavano” , si fa per dire, i momenti d’euforia e ilarità generale dei buontemponi. Insomma diventavano per anni zimbelli di tutti nel paese.
Nel nostro villaggio c’è Nando, il nostro buon matto, che interagisce con i suoi compaesani, cercando complicità e solidarietà.
Nessuno fa finta di essergli amico, perché lui sa essere amico di tutte quelle persone che non gli negano mai un sorriso, che passando davanti a lui non lo deridono bensì si confidano.
Nando non rappresenta certo un modello di comportamento ma è un puro di cuore, e continua a vivere e a collaborare in qualche attività nella realtà paesana. Se questa persona rappresenta il soggetto debole della società spetterà voi a dirlo se mai un giorno le vostre strade si incroceranno. E se su di lui, come capita in un branco di lupi, scaricherete frustrazioni e umiliazioni , allora non sarà di certo Nando lo scemo del villaggio, bensì quello che nonostante tutto vi farà un sorriso e vi inviterà a leggere le sue piccole poesie e storielle lasciate come un’impronta in giro per il paese.
Prima c’era il paese dei matti…ed ora?
Dentro ogni scemo c’è un villaggio
27 ottobre 2011 di Claudia Nardi



