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Posts Tagged ‘Economia Rieti’

La provincia di Rieti, con i suoi 156.796 residenti al 1 gennaio 2008, è una tra le meno popolose del Paese e quella con il minor numero di residenti dell’Italia Centrale.
Dal rapporto Upi Lazio-Eures del 2010 emerge un territorio regionale, quello del Lazio, che risente in misura minore della recessione internazionale, ma con una popolazione pesantemente colpita dalla crisi nell’ultimo biennio. Diminuzione dei redditi, aumento delle famiglie a rischio povertà, forte crescita della disoccupazione: sono solo alcuni dei campanelli d’allarme.
Una crisi economico-finanziaria che ha colpito fortemente i cosiddetti consumi secondari, investendo anche il settore turistico, che ha registrato una tendenza negativa nel 2009, legata alla contrazione della domanda turistica straniera.
Ma il Lazio è anche un territorio in cui gli investimenti in Ricerca e Sviluppo restano ampiamente superiori alla media nazionale, con una popolazione che nel 2009 risulta ancora tra le più tecnologiche d’Italia. Un territorio che ha visto aumentare al suo interno la superficie delle aree protette, e diminuire il numero totale dei roghi. Un territorio in cui la maggioranza dei cittadini riconosce l’utilità dell’Ente Provincia e si dichiara contrario alla sua abolizione.
Dai dati contenuti nel Rapporto emerge come forti squilibri siano ancora presenti tra l’economia capitolina e quella delle altre province e tra i piccoli e i grandi comuni, tra i cittadini che accedono al vasto mercato delle opportunità generate dalla Capitale e quelli ne sono invece esclusi o addirittura penalizzati.
La provincia di Rieti registra nel 2009 una forte “chiusura” ai mercati internazionali con una flessione delle esportazioni (-41,2% rispetto al -18,9% nel Lazio) e delle importazioni (-26,6% a fronte del -10% regionale) particolarmente sostenuta, determinata in parte dalle dinamiche che hanno caratterizzato il comparto dell’elettronica, dove le esportazioni sono scese tra il 2008 e il 2009 da 74 a 3 milioni di euro. Nonostante tale dinamica, la provincia di Rieti sembra essere nel 2009 la realtà che subisce meno gli effetti della crisi economica, distinguendosi “positivamente” dal resto della regione in termini di produzione di ricchezza (-0,2% rispetto al -2,8% regionale), vitalità imprenditoriale (+0,5% contro il – 0,5% nel Lazio) e occupazione (+1,2% a Rieti e -0,2% nel Lazio).
La maggiore tenuta dell’economia provinciale sembra essere riconducibile alle caratteristiche del sistema produttivo locale, in quanto Rieti non segue le dinamiche di sviluppo dell’economia nazionale, in quanto si configura come provincia “a-ciclica” (unitamente ad altre 48 province), ovvero, un sistema economico caratterizzato da dinamiche di crescita della ricchezza slegate dal trend economico del Paese.
In tale scenario, Rieti partecipa all’accelerazione complessiva del Lazio, anche se non mancano le difficoltà, legate, per lo più, agli squilibri economici e territoriali e ad alcuni processi di crisi imprenditoriale che interessano le imprese di più grande dimensione.
Secondo i dati della Camera di Commercio di Rieti, a fronte di una situazione critica per tutta l’economia italiana, la provincia di Rieti, invece, in questo scenario, mostra una dinamica assolutamente peculiare, non legata alla fase recessiva, sebbene contraddistinta da alcune difficoltà. Si tratta di una fase sostanzialmente stazionaria che risulta una delle migliori performance tra le province italiane.
In tutto questo il senso della misura è fondamentale, in quanto si deve arrestare lo sperpero di denaro pubblico che ormai è ai massimi livelli, finanziando cioè soltanto le cose strettamente necessarie. Nell’attuale spreco di denaro pubblico che caratterizza il nostro Paese, la frammentazione degli enti locali, e più nello specifico la moltitudine di minute gestioni amministrative, hanno certamente un’importanza rilevante in senso negativo. Il segreto è meno pubblico, più privato: una politica di dismissioni di beni pubblici, quali immobili, terreni, partecipazioni non necessarie alle varie aziende o enti statali che li possiedono.

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