Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘scemo villaggio’

In una piccola realtà di paese, le persone diverse da noi per comportamento, vengono trattate spesso come scemi del villaggio.
Ma cos’è la follia? Siamo noi che, la maggior parte delle volte, diamo una definizione a quella categoria di persone che hanno atteggiamenti strani, stravaganti, assurdi, incomprensibili, irresponsabili e talvolta eccessivi.
Il matto non sa dar conto né rispondere dei suoi atti o misfatti. E chi lo osserva dal di fuori, di quel comportamento ne coglie gli aspetti alterati e la diversità.
Sono considerati un po’ matti gli artisti, soprattutto quando, a causa della loro carica creativa o dell’incomprensione di cui si sentono vittime, si comportano da bastian contrari. E in certi casi sarebbero considerati tali anche poeti e musicisti, e altri creativi, la cui natura geniale potrebbe portarli a rasentare certi limiti propri della follia.

La follia, questa subdola sconosciuta, non fa quindi differenze tra classi sociali o categorie professionali, nel senso che può cogliere chiunque, costringendolo poi d un calvario personale, talvolta infinito e senza via d’uscita. Tuttavia, per quanto riguarda il suo trattamento e la sua cura, qualche differenza, o meglio discriminazione, l’ha sempre fatta, nel senso che i matti poveri erano affidati a qualche manicomio, e lì gioco forza abbandonati, quelli ricchi potevano cavarsela molto meglio in qualche clinica privata. La sventura peggiore per un matto, quindi, era ed è tuttora quella d’essere povero. E la povertà, in questi casi, è sinonimo di solitudine, dimenticanza, abbandono, anche da parte dei parenti prossimi. Soprattutto quando ad avere il sopravvento è il pregiudizio.

Vari tipi di patologie, differenti tra loro, facevano rientrare alcune persone nella categoria dei matti di paese: depressione, psicosi, nevrosi ossessiva, paranoia, schizofrenia, deficit d’intelligenza, demenza, autismo. In paese erano considerati matti impropriamente pure i minorati psichici. I matti di città erano e sono diversi, perché trattati differentemente. In genere essi vivono da solitari. Sono pressoché invisibili. Nessuno si permette d’importunarli o fargli sberleffi. Se qualcuno di essi sproloquia o dà in escandescenze, si fa finta di nulla. Si tira avanti per la propria strada, si fanno spallucce e ciascuno tiene per sé le proprie considerazioni. Di qualcuno che è andato fuori di testa, la comunità si accorge quando lui fa allertare le forze dell’ordine, perché diventa un pericolo per sé o per gli altri, o commette un crimine. E in questi casi la gente fa commenti amari addossando responsabilità e colpe al personale dei servizi sanitari di competenza, per la scarsa attenzione e la prevenzione non posta in atto per la patologia latente di quel soggetto.

Nando, invece, il nostro buon matto, fa calore ed è parte integrante del paesaggio umano e urbano, interagisce con i compaesani, cercando complicità e solidarietà. Nessuno fa finta di essergli amico solo per poi ricattarlo o per prenderlo in giro davanti a tutti . Lui è uno di noi ed è li per noi quando vuoi fare una chiacchierata, quando vuoi chiedere un consiglio a chi è con gli occhi aperti più di noi e sa guardare oltre. Non rappresenta certo un modello di comportamento ma è un puro di cuore, e continua a vivere e a collaborare in qualche attività nella realtà paesana.

Erano soprattutto questi gli scemi del villaggio che “allietavano” – si fa per dire – i momenti d’euforia e ilarità generale, i buontemponi e i perdigiorno del paese. Insomma diventavano per anni zimbelli di tutti nel paese. Se questa persona rappresenta il soggetto debole della società spetterà a voi giudicarlo. Ma se mai un giorno le vostre strade si incroceranno, e se su di lui, come capita in un branco di lupi, scaricherete frustrazioni e stress personale, allora non sarà di certo Nando il soggetto fragile, ma quello che nonostante tutto vi farà un sorriso e vi inviterà a leggere le sue poesie e storielle lasciate come un’impronta in giro per il paese.

 

 

Claudia Nardi

 

Annunci

Read Full Post »